La Cappella della Confraternita

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La Cappella della Confraternita - CoazzeLa chiesa della Confraternita, dedicata al Santissimo Nome di Gesù, che sorge tra i caseggiati di piazza Gramsci, era l’antica chiesa parrocchiale della borgata Villa.

Al momento non è possibile definire con precisione una data di fondazione, ma grazie al recente ritrovamento di alcuni documenti, si può pensare che sia stata costruita a partire dal 1526.

Tale ipotesi è avvalorata dai particolari architettonici e decorativi di epoca rinascimentale, quali la cornice di collegamento tra le lesene esterne e le decorazioni della volta originariamente del tipo a “grottesche”. Il campanile è invece stato costruito successivamente.

Con il rifacimento degli intonaci dei muri esterni, sono riapparse alcune nicchie murate, che presentano una cornice decorativa simile a quella della nicchia presente sulla parete di fondo interna.

Si ricorda tuttavia un lungo periodo di abbandono, probabilmente dovuto al danneggiamento in seguito a eventi sismici, a cui pose fine il 1 gennaio 1885 il prevosto Don Peretti che la riaprì al culto. Ristrutturata e abbellita nel 1888, fu nuovamente danneggiata anche dal terremoto del 1980, con conseguenti fenditure sulla facciata e sulla struttura che non sono state completamente cancellate nonostante il restauro.

Durante un restauro del secolo scorso, sono state riparate le crepe sulla volta e sostituito il pavimento in marmo, sono stati soppressi la balaustra, il pulpito e il coro, con conseguente chiusura della porta laterale, ed è stato spostato l’altare indietro per avere maggiore spazio.

L’altare è di legno con due colonne cilindriche di finto marmo con capitelli compositi e sopra ad esso è presente un timpano al cui interno spicca un’immagine raffigurante l’Eterno in Gloria.

Tra le tele degne di nota, ricordiamo quella rappresentante la Circoncisione di Gesù posta tra le colonne, e un quadro posto sulla parete sinistra dedicata a San Sebastiano rappresentante i Santi protettori dalla peste; poiché il quadro è datato 1631, voleva probabilmente essere un’opera commissionata durante il periodo della peste citata da Manzoni del 1630.

Un tempo punto di partenza per l’annuale processione votiva al Santuario dei Laghi di Avigliana, vi si tengono oggi le funzioni domenicali.